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Lunghezza
del percorso (andata + ritorno): 63 Km
Durata (escluse fermate): 1 h 8 min
Caratteristiche
dell'itinerario
Un altro itinerario suggerito da Maurizio del Gruppo Motoferrovieri Novaresi, questa volta alla scoperta dei passi svizzeri.

Road book (a cura di Maurizio del Gruppo Motoferrovieri Novaresi)
Visualizzazione ingrandita della mappa
Con la premessa che i passi svizzeri aprono i primi giorni di giugno,
consiglio proprio i primi giorni di apertura per questo itinerario
perchè la strada è letteralmente circondata da alte muraglie di neve
(quest'anno al piazzale del Novena era almeno 5 metri), pur
mantenendo un fondo a dir poco perfetto.
La partenza è a Domodossola. Ci si dirige
verso il valico del Sempione imboccando la Val Divedro, stretta e piena
di forre.
Si arriva, così, alla frontiera. Poco dopo la postazione svizzera, a
Gondo, consiglio di fare benzina, accettano gli euro e costa meno. Si
sale al Sempione. La strada è larga e perfetta ed il
panorama comincia a essere stupendo. Al Sempione i Guzzisti possono
farsi scattare una foto con la gigantesca aquila di pietra che vigila sulla
frontiera.
Si prosegue dirigendosi verso a Briga, ma cercando di non distrarsi
a guardare troppo il panorama, la strada è ampia, ma alcune curve sono
insidiosette e, non ultimo, siamo in Svizzera e la Gendarmeria qui non scherza.
Alla fine della lunga discesa si trova una rotonda dove bisogna andare a
destra, verso il Furkapass, seguendo le chiare segnalazioni. Quindi, si risale la valle del fiume Rodano, che qui
è ancora poco più di un torrente. Si continua a risalire la valle,
alternando stretti passaggi e ampie vallate in cui sono immersi paesaggi da plastico ferroviario, con treni multicolori che passano senza fretta e autobus postali degli anni 50 che
arrancano sulla strada.
Si arriva a Ulrichen, poco più che un paesello. Proprio al centro
del paese c'è un incrocio e li si gira a destra, direzione Passo della
Novena. La strada comincia a salire e, dopo
un'ampia curva, vi apparirà una spettacolare vista sulle montagne.
Continuando arriverete al Passo della
Novena, uno dei passi più alti delle Alpi.
Dopo la sosta di rito, scollinate e, passati alcuni tornanti, la strada
prosegue rettilinea sul fondo valle. Lì nasce il Ticino e, oltre
le montagne alla vostra destra, c'è il passo san Giacomo, confine con
l'Italia, transitabile solo a piedi.
Continuate fino ad Airolo e poi girate a sinistra verso il Gottardo. Se
siete fortunati e la trovate aperta, vi consiglio di fare la strada
vecchia tutta in porfido, un tornante dietro l'altro, da gustarsi a
passo d'uomo, altrimenti percorrete la strada più moderna non trascurando di
fermarvi all'ultimo tornante, dove gli elvetici hanno ricavato una
specie di balcone belvedere da cui si gode un fantastico panorama. Proseguendo,
a breve arriverete al passo del Gottardo, dove c'è un lago quasi
sempre gelato e un baracchino che prepara panini con wurstel e crauti. Sosta di rito e poi giu, seguendo la strada, sempre dritti fino a una
rotonda. Si gira a sinistra e si risale l'ennesima vallata.
Dal fondovalle la strada si inerpica sempre di più, alternando ai tornanti i brevi
rettilinei, passaggi a mezza costa, sempre accompagnati da viste
spettacolari, difficili da descrivere, fino al Furkapass. Non fermatevi al
culmine, proseguite ancora un pò e fermatevi al rifugio, da cui si gode
una bellissima veduta sul ghiacciaio da dove nasce il Rodano. Sul
fondovalle potete vedere anche una delle poche ferrovie a vapore a
cremagliera, aperta nei mesi estivi, di cui incrocerete il tracciato
durante la discesa.
Nel primo paesino che incontrate, scendendo troverete sulla destra la
strada che sale a Grimsell, raggiungibile in pochi minuti, dove, se la
giornata è bella, potete stendervi 5 minuti sui prati che circondano
l'omonimo lago e visitare il piccolo zoo. D'estate proteggetevi dal sole perché siamo a 2.000 metri e i raggi scaldano parecchio.
Riscendete per la stessa strada e poi seguite il Rodano fino a Ulrichen e poi a ritroso la strada dell'andata.
Sempre bene portare con sé un indumento pesante e la tuta antipioggia, perchè non è raro che possa nevischiare anche d'estate.
Difficile riuscire a descrivere a parole la bellezza di questo itinerario, ma basti a convicervi il fatto che venga soprannominato "Il Paradiso dei motociclisti".
Periodo
migliore: Estate. Passi chiusi per neve negli altri periodi.
Info line: Chiedere a Maurizio del Gruppo Motoferrovieri Novaresi.
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