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Il liquido dei freni - facciamo chiarezza
Articolo numero 9 - 5/09/2008
Quando si parla di liquido dei freni se
ne sentono di tutti i colori. Qualcuno sostiene che liquido con elevato
DOT aumenti la potenza della frenata, altri sostengono che basti il
rabbocco per essere apposto e altri mettono nel circuito olio motore
convinti che sia la stessa cosa. Conviene fare un po' di chiarezza, perché
un saggio e navigato motociclista mi insegnò da ragazzino che
una moto, prima ancora di essere in grado di accelerare, deve
potersi fermare!
Il liquido dei freni idraulici è un liquido molto particolare, che
deve la propria particolarità al compito che deve essere in grado
di compiere, ovvero, trasferire la forza impressa alla leva del
freno ai pistoncini che spingono le pastiglie contro il disco.
Si tratta di un liquido trasparente, dall'odore acre, tossico e acido
(tant'è vero che è in grado di intaccare la vernice delle carene e
le superfici plastiche).
Un'altra caratteristica che ogni scrupoloso motociclista dovrebbe
conoscere è che il liquido dei freni è igroscopico. Ma cosa
significa? Il termine igroscopico indica che una sostanza è capace,
in virtù della propria composizione chimica, a intrappolare
umidità. Questa è la proprietà che più deve preoccuparci e
spieghiamo perché.
Vi è mai capitato di toccare, magari inavvertitamente, un disco o
una pinza dei freni dopo una bella frenata? Se la risposta fosse
sì, dovreste ricordare anche il bruciore dovuto alla temperatura
che questi aveva raggiunto dopo la frenata. Le pastiglie, mordendo i
dischi, frenano la moto trasformando l'energia cinetica del mezzo in
calore e questo è possibile grazie alla forza d'attrito che si
genera dal contatto del materiale di cui è costituita la
pastiglia con la superficie del disco. Quando si frena bruscamente,
come in caso di emergenza, o a lungo, come avviene quando da una
velocità elevata si deve portare la moto a una decisamente più
bassa, la pinza del freno raggiunge una temperatura considerevole.
Se poi, come è normale, si frena ripetutamente, la temperatura
della pinza continua a crescere.
Il calore prodotto si trasferisce anche al resto dell'impianto,
incluso il liquido dei freni contenuto nella pinza e nei tubi. Viene da sé
che il liquido deve essere in grado di resistere alle alte temperature
senza andare incontro a ebollizione. Perché? Per il motivo che
quando un liquido va in ebollizione (basti pensare all'acqua che
bolle in una pentola) si sviluppano bollicine di vapore e questo
evento rende inefficiente la frenata, questo perché parte della
forza applicata alla leva del freno viene assorbita dalle bollicine
presenti nel liquido che vanno incontro a compressione. Il liquido
privo di bollicine, invece, non va incontro a compressione e questo
fa sì che la forza impressa alla leva del freno venga trasmessa
tutta ai pistoncini della pinza del freno che spingeranno con
efficacia le pastiglie contro il disco.
Il liquido dei freni è progettato per resistere a queste temperature,
avendo esso un punto di ebollizione elevato (oltre 200°C), quindi, il calore
generato dalla frenata non produce bollicine al suo interno. Questo,
però, è vero a patto che il liquido dei freni non sia contaminato da
sostanze estranee con più basso punto di ebollizione, come l'acqua,
che sappiamo avere un punto di ebollizione a 100°C, temperatura che
può essere ampiamente raggiunta e superata da una pinza dei freni a
seguito di una frenata. Gioca a sfavore il fatto che, come
precedentemente citato, il liquido dei freni ha una certa tendenza a
intrappolare umidità, quindi acqua. Infatti, un liquido dei freni che
ha preso umidità (vuoi per la sua cattiva conservazione o vuoi perché
è vecchio) va in ebollizione generando bollicine nel circuito
idraulico dei freni.
Ed ecco fatto! La leva del freno diventa morbida e la corsa si
allunga, a fronte di un incremento dello spazio di frenata.
Come si fa ad evitare che il liquido dei freni si inumidisca?
1. Evitare di aprire la vaschetta del liquido dei freni troppo
spesso. Basta aprirla solo in occasione del rabbocco, quando questo
sia necessario.
2. Sostituire integralmente il liquido dei freni quando questo sia
vecchio.
3. Custodire in luogo asciutto il flacone del liquido dei freni, avendo
cura di serrarne bene il tappo.
E' altrettanto vero che un liquido dei freni non idoneo per il nostro
impianto frenante possa andare incontro ad ebollizione pur non
essendo contaminato da umidità. Perché?
Il liquido dei freni reca sulla confezione la dicitura DOT seguita da un
numero (es. DOT4). Il DOT è un sistema di classificazione
introdotto dalla normativa statunitense che sta ad indicare il punto di
ebollizione del liquido dei freni. Il DOT3 resiste fino a 205°C, il Dot4 fino a circa 260°C, il DOT5 fino a 230°C, il DOT5.1 fino a circa 270°C e il DOT 6.1 resiste a temperature oltre i 300°C. I DOT3, DOT4, DOT5.1 e DOT6.1 sono a base glicolica, mentre il DOT5 è a base siliconica e questa particolare caratteristica gli vale igroscopicità nulla e la non corrosività.
Per comprendere il significato pratico della dicitura DOT, a titolo di esempio, si consideri un piccolo ciclomotore, per il
quale sia raccomandato l'utilizzo di liquido dei freni DOT3. Lo stesso
liquido dei freni non è indicato per una supersportiva, per la
quale sia stato raccomandato l'impiego di liquido dei freni DOT5.
Questo perché maggiore è il numero che segue la sigla DOT e
maggiore è il punto di ebollizione di quel liquido. Quindi, su una
supersportiva che richiede liquido dei freni DOT5, un liquido dei freni
DOT3 non può essere utilizzato poiché le temperature che possono
essere raggiunte dall'impianto frenante ne innescherebbero
l'ebollizione.
Al contrario, il ciclomotore, per cui è indicato il liquido dei freni
DOT3, può utilizzare tranquillamente un liquido dei freni DOT4 o DOT5,
poiché, come è ovvio, l'impianto frenante non ne potrà innescare
l'ebollizione.
In molti credono che olii ad elevato DOT migliorino la frenata.
Questo non è vero, perché, come appena citato, migliorano solo
la resistenza alle alte temperature.
Il liquido dei freni va sostituito integralmente quando è indicato e
bisogna tenere conto del fatto che un liquido con elevato DOT è più
igroscopico, quindi, ha più tendenza a intrappolare umidità.
Infatti, se un liquido dei freni DOT3 si sostituisce ogni due anni, un DOT4 si sostituisce ogni anno. Esula dal discorso il DOT5 che, essendo a base siliconica, ha igroscopicità nulla.
Per quanto concerne il rabbocco, è fondamentale farlo con lo
stesso liquido che è contenuto in vaschetta. Non solo lo stesso DOT,
ma anche lo stesso prodotto, poiché olii di Case diverse possono
avere composizione chimica differente e la miscelazione di questi
potrebbe dare luogo a reazioni chimiche che potrebbero compromettere
l'affidabilità dell'impianto frenante.
E' importante fare il rabbocco solo quando sia necessario (vicinanza
al livello minimo), per evitare le frequenti e inutili aperture
della vaschetta, e questo va fatto fino al livello massimo, allo
scopo di ritardare quanto possibile la prossima apertura del
coperchio.
Attenzione! Come già detto, Il liquido dei freni è acido. Corrode
vernici e plastiche e irrita gli occhi e la cute. Quando lo
maneggiate, usate sempre guanti protettivi e proteggete carene,
motore e plastiche con abbondanti stracci o con teli impermeabili
per evitare spiacevoli sorprese. Se il liquido dovesse raggiungere
gli occhi, sciacquare con abbondante acqua corrente, coprire con
medicazione sterile e rivolgersi al Medico. di
Andrea Pastore
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